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La Sardegna di oggi al ritmo di reggae, rap e altre sonorità dal mondo


Undici trascinanti pezzi per il nuovo cd
dei dr.drer & crc posse "Cosa bella frisca"
La Sardegna di oggi al ritmo di reggae, rap
e altre sonorità dal mondo


E' uscito a fine giugno "Cosa Bella Frisca", il nuovo cd di dr.drer & crc posse. La band sarda giunge dunque alla sua quinta produzione con undici tracce di musica reggae e rap, in cui peraltro non mancano incursioni in altre sonorità dal mondo, a cominciare dalla musica tradizionale sarda. Undici pezzi in lingua sarda e in italiano realizzati con la partecipazione di numerosi musicisti ospiti.

In
El Tano, pezzo dedicato alla storia del desaparecido sardo in Argentina Martino Mastinu, alla chitarra c'è Antonello Camboni (Tzoku, Kna, Kenze Neke). Nella canzone In Mesu de Su Mari compaiono alcuni tra i giovani musicisti sardi più affermati nell'utilizzo degli strumenti tradizionali: Franciscu Capuzzi (già inventore delle elettoneddas) alla chitarra sarda, Andrea Pisu alle launeddas, Tore Agus alla fisarmonica. Una allegra orchestra sarda che suona sopra ritmi latini mentre la band canta a terzine ricalcando la metrica della tradizione poetica campidanese.

Ancora, nella traccia dedicata al dramma di
Quirra, c'è l'eclettico Mondo Usai di Seneghe, costruttore e re-inventore di strumenti tradizionali sardi, che suona campaneddas, pipaiolu, tamburinos e trunfa.

Il giovane Marco Mulas (chitarrista nella formazione dei B2) è presente in
S'Arriu, incentrato sulla grave situazione ambientale in cui versa l'isola. Checco Adamo e Luca Renoldi con le loro chitarre elettriche puntellano invece la base del rap Arruolamentu, dedicato alla rilettura critica, attraverso Gramsci, della storia della Brigata Sassari dal Novecento a oggi.

Il disco si apre con Cosa bella Frisca, trascinante pezzo reggae dancehall che dà il nome al disco e che, su una ritmica molto serrata e testo in sardo campidanese, propone la "merce" della band, "cosa bella fresca" per l'appunto, in contrapposizione alla non informazione dominante in Sardegna, toccando uno dietro l'altro una serie di argomenti che riguardano l'isola: la concentrazione dell'editoria, gli speculatori edilizi, i radar militari, la guerra preparata nella basi militari di Decimo e Teulada, le commissioni farsa sull'inquinamento militare, i finanziamenti pubblici alle industrie che chiudono, il parco geominerario dimenticato.

La seconda traccia è ancora un reggae incalzante: Boga Sa Manu, in cui si invita la classe dirigente sarda a farsi da parte per dismettere il suo ruolo di portavoce di interessi economici estranei al popolo sardo. Qui le accuse sono esplicite e si capisce molto bene di chi si parla anche senza fare nomi e cognomi, ma il tono è beffardo ed insieme di denuncia.

Ancora un reggae per la canzone E la chiamano democrazia della quale è uscito il primo video, per la regia di Alberto Badas, girato al mercato di San Benedetto di Cagliari nel dicembre 2011. Una fotografia della Sardegna inserita nell'attuale contesto politico europeo. Amare considerazioni ma anche sogni raccontati a voce alta.

Come intermezzo a metà disco (in mesu de su mari - mutetu) dr.drer, accompagnato alla chitarra sarda da Francesco Capuzzi, introduce il pezzo successivo omonimo con un tradizionale "mutetu curtzu", forma poetica estemporanea campidanese che da alcuni dei componenti della band è praticata a livello dilettantesco.

Più avanti ancora un reggae, Su sardu alfabetu, una filastrocca scritta per i bambini ma apprezzabile anche dagli adulti, che invita tutti ad usare, con amore, orgoglio e intelligenza, la Lingua Sarda.

Infine Silvestro Ziccardi e Silvia Grussu, rispettivamente con un sax e con un simpatico intro, accompagnano la posse cagliaritana nell'autoironico Viaggio Sempre con il quale si conclude il CD. Un disco che è un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio all'interno dell' Isola per raccontare con voci diverse la realtà di oggi.

Con la formazione rinnovata dal 2008 (dr.drer: rime, mutetu, computer, voce; Alex P: computer, sinth, scratches; Riccardo "Frichi" Dessì: basso elettrico, rime, voce; Giorgia Loi, Mauro Mou, Giuanni Siccardi: voci) la band sarda ha raccolto non pochi consensi internazionali, tra cui nel 2009 il primo premio al Festival Europeo Liet International dedicato alle lingue minoritarie, e ha girato con diversi tour la Sardegna, l'Italia ed alcune date in Europa.

Prima band sarda a far parte del circuito mondiale Rebelsounds, dedicato alle produzioni indigene dei cinque continenti. Il disco è stato registrato da Enrico Rocca a Cagliari nell'aprile del 2012, mixato sempre da Rocca che segue la band sin dalla produzione del precedente CD "In sa terra mia" del 2010 (2.000 copie vendute e circa 400.000 ascolti e downloads dei pezzi dalle varie piattaforme web), ed il mastering è opera di Erik Aldrey di Caracas (Repùblica Bolivariana de Venezuela).

Il cd Cosa bella frisca può essere acquistato per corrispondenza scrivendo una mail a; info@crcposse.org; è inoltre in vendita da Tabaccheria Aresu, via Santa Gilla, 43 - Cagliari; Loriga Fumetti, Piazza Garibaldi, 7 - Cagliari; Squisito Tramezzineria, via Oristano, 25 - Cagliari; Campo Base Gorropu, SS 125 km 191 - Urzulei (OG).

(1 agosto 2012)

sopra la copertina del disco "Cosa bella frisca"


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